Tipi di salumi: elenco completo di affettati e insaccati

Tipi di salumi
Tipi di salumi: elenco completo di affettati e insaccati italiani, DOP e IGP. Scopri nel nostro articolo tutto quello che devi sapere.

I salumi rappresentano una delle eccellenze più riconosciute della tradizione gastronomica italiana. Ogni regione, ogni territorio e spesso ogni singolo produttore contribuisce a un patrimonio vastissimo di sapori, tecniche e materie prime. Conoscere i tipi di salumi, le loro caratteristiche e le differenze tra affettati e insaccati è fondamentale sia per i professionisti della ristorazione sia per chi opera nel commercio all’ingrosso.

In questo articolo trovi un elenco completo dei salumi, con nomi, categorie, lavorazioni e consigli utili per la vendita, il servizio e la conservazione.

 

Quanti tipi di salumi esistono?

Rispondere con precisione alla domanda non è semplice. Si stima che esistano oltre 400 varietà di salumi italiani, considerando:

  • prodotti industriali e artigianali
  • specialità regionali e locali
  • salumi DOP, IGP e PAT
  • varianti per stagionatura, taglio e speziatura 

Questa enorme varietà rende l’Italia uno dei paesi con la più ampia produzione salumiera al mondo.

 

Tipi di salumi e affettati: elenco completo

Quando si parla di tipi di salumi e affettati, si fa riferimento sia ai prodotti interi sia a quelli già pronti al taglio. Tra i più diffusi troviamo:

  • prosciutto crudo
  • prosciutto cotto
  • mortadella
  • salame
  • bresaola
  • speck
  • coppa
  • pancetta
  • culatello
  • lonza
  • porchetta 

Questi salumi sono presenti in formati diversi (interi, tranci, affettati) e rappresentano una base imprescindibile per gastronomie, bar, ristoranti e catering.

 

Tipi di salumi insaccati: caratteristiche e lavorazioni

I salumi insaccati si distinguono perché l’impasto di carne viene inserito all’interno di un budello, che può essere naturale o artificiale, e successivamente sottoposto a lavorazioni specifiche. La consistenza del prodotto finale varia in base alla macinatura della carne – che può essere più fine o più grossolana – e al bilanciamento tra parte magra e grassa, elemento fondamentale per il sapore e la morbidezza.

Un ruolo centrale è svolto dalla stagionatura, che può essere breve o prolungata a seconda della tipologia di salume, così come dall’impiego di spezie, aromi ed eventuali ingredienti caratterizzanti del territorio di origine. In alcuni casi, come per i prodotti freschi o cotti, la stagionatura è assente o minima, mentre in altri contribuisce in modo determinante allo sviluppo degli aromi.

Tra i tipi di salumi insaccati più conosciuti rientrano il salame, presente in numerosissime varianti regionali, la salsiccia sia fresca sia stagionata, la mortadella, il cotechino e lo zampone, oltre a specialità dal carattere più deciso come la nduja calabrese e la finocchiona toscana. Si tratta di prodotti molto apprezzati perché estremamente versatili, facilmente porzionabili e fortemente legati alla nostra tradizione gastronomica.

 

Salumi non insaccati

 

Salumi non insaccati: cosa sono e come si riconoscono

I salumi non insaccati sono ottenuti da tagli interi di carne, lavorati senza l’utilizzo del budello. Proprio l’assenza dell’insaccatura consente di riconoscerli facilmente poiché mantengono una forma naturale che richiama direttamente il taglio anatomico di origine. La lavorazione si basa su salagione, eventuale speziatura e stagionatura, con tempi e modalità che variano in base alla tipologia di prodotto.

Rientrano tra i salumi non insaccati più conosciuti:

  • prosciutto crudo e prosciutto cotto
  • speck
  • bresaola
  • culatello
  • fiocco di prosciutto
  • lonzino 

Si tratta di salumi spesso collocati in una fascia medio-alta o premium, ideali per la composizione di taglieri gourmet, antipasti raffinati e proposte di alta ristorazione; rappresentano una scelta strategica per soddisfare le esigenze di clienti professionali attenti alla qualità, alla presentazione e al valore del prodotto.

Tipi di salumi crudi, cotti, stagionati e freschi

Un’altra classificazione fondamentale riguarda la lavorazione:

  • Salumi crudi: non subiscono cottura (prosciutto crudo, salame, speck)
  • Salumi cotti: vengono sottoposti a cottura (prosciutto cotto, mortadella)
  • Salumi stagionati: maturano per settimane o mesi
  • Salumi freschi: da consumare previa cottura (salsiccia fresca) 

Questa distinzione è importante per la conservazione e per il corretto utilizzo in cucina.


Salumi DOP e IGP: i prodotti italiani certificati da conoscere

I salumi DOP e IGP rappresentano una garanzia di qualità, origine e tradizione produttiva. Queste certificazioni attestano il legame stretto tra il prodotto e il territorio, oltre al rispetto di specifici disciplinari che regolano materie prime, lavorazioni e stagionature. Per questo motivo, i salumi certificati sono particolarmente apprezzati sia dai professionisti della ristorazione sia dai consumatori più attenti.

Tra i principali salumi italiani certificati troviamo:

  • Prosciutto di Parma DOP, prodotto senza conservanti e stagionato secondo tradizione
  • Prosciutto di San Daniele DOP, riconoscibile per la forma a chitarra e il sapore delicato
  • Mortadella Bologna IGP, caratterizzata da profumo intenso e grana fine
  • Bresaola della Valtellina IGP, ottenuta da carne bovina e lavorata in ambiente alpino
  • Speck Alto Adige IGP, leggermente affumicato e stagionato all’aria di montagna
  • Culatello di Zibello DOP, considerato uno dei salumi più pregiati d’Italia 

Per un cash and carry come noi, questi prodotti sono fondamentali per soddisfare una clientela professionale attenta alla qualità, alla tracciabilità e al valore del marchio. Inserire salumi DOP e IGP in assortimento significa offrire referenze riconoscibili, affidabili e ad alto valore percepito, ideali per ristoranti, gastronomie e catering di livello medio-alto.

 

Differenza tra salumi e affettati: facciamo chiarezza

I termini salumi e affettati vengono spesso utilizzati come sinonimi ma indicano due concetti differenti. Con salumi si fa riferimento al prodotto integro, così come viene realizzato dal produttore e destinato al taglio. Con affettati, invece, si intendono i salumi già porzionati in fette, pronti per il consumo o per una rapida somministrazione.

La differenza non riguarda quindi la tipologia del prodotto ma la sua forma di presentazione e utilizzo. I salumi interi sono generalmente preferiti da ristoranti, gastronomie e laboratori che dispongono di affettatrice e cercano una maggiore resa e personalizzazione del taglio. Gli affettati, al contrario, rispondono alle esigenze di praticità, velocità e controllo delle porzioni.

Dal punto di vista commerciale, offrire entrambe le soluzioni consente di intercettare target diversi.

 

Salumi e affettati

 

I nomi dei salumi italiani più famosi (regione per regione)

Alcuni esempi di tipi di salumi italiani legati al territorio:

  • Emilia-Romagna: prosciutto di Parma, mortadella
  • Lombardia: bresaola, salame Milano
  • Veneto: sopressa, speck
  • Toscana: finocchiona, lardo di Colonnata
  • Calabria: nduja, soppressata
  • Sicilia: salame Sant’Angelo

 

Salumi meno conosciuti ma da provare

Accanto ai grandi classici esistono prodotti di nicchia molto interessanti:

  • ciauscolo
  • salame d’oca
  • mocetta
  • violino di capra
  • sbriciolona 

Ottimi per differenziare l’offerta e attirare clienti curiosi.

 

Come servire e conservare correttamente i salumi

Una corretta gestione dei salumi è fondamentale per preservarne qualità, gusto e sicurezza alimentare, soprattutto in ambito professionale. Dalla conservazione al servizio, ogni fase influisce sulla resa finale del prodotto e sull’esperienza del cliente.

Per valorizzare al meglio i salumi è importante:

  • conservarli alla giusta temperatura, rispettando le indicazioni del produttore e distinguendo tra salumi interi e affettati
  • proteggerli dall’aria e dalla luce, utilizzando confezioni idonee o sistemi sottovuoto per evitare ossidazioni e alterazioni del colore
  • affettarli al momento quando possibile, per mantenere intatti profumi e consistenza, soprattutto per i prodotti stagionati
  • servirli a temperatura ambiente, estraendoli dal frigorifero qualche minuto prima del consumo, così da esaltarne aromi e sapore 

Una gestione attenta consente di ridurre gli sprechi, migliorare la presentazione e garantire una qualità costante nel tempo, aspetti fondamentali per ristoranti, gastronomie e attività di somministrazione.

 

Conclusione

Conoscere i tipi di salumi, le differenze tra affettati e insaccati e le corrette modalità di conservazione e servizio è fondamentale per chi opera nel settore food. Un assortimento ben strutturato consente di rispondere a esigenze diverse, dalla cucina tradizionale alle proposte gourmet, fino alle soluzioni pensate per il consumo rapido e la somministrazione quotidiana.

In Adhoc offriamo ai professionisti una selezione completa di salumi italiani, che spazia dai grandi classici alle specialità regionali, includendo prodotti DOP e IGP di qualità certificata. Se desideri approfondire le singole denominazioni e conoscerne nel dettaglio le caratteristiche, puoi consultare qui l’apposito articolo dedicato.

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